Pitturazione Barche da regata

Tecniche, accorgimenti, trucchi del mestiere ed analisi dei propri errori.

Re: Pitturazione Barche da regata

Messaggiodi tiziano il sabato 15 maggio 2010, 17:46

probabilmente le fessurazioni sono dovute ad un non perfetto incollaggio dei listelli, soprattutto in costola, se hai fatto tutto coi listelli, dato che il tuo scafo, generalmente si presta ad essere costruito non solo coi listelli, ma anche col pieno, a pane e burro, e credo, anzi, ne sono sicuro, che quel tipo di scafo che hai costruito, sarebbe stato meglio farlo a pane e burro, sul fatto della calafatura interna, più che la colla vinilica, sarebbe meglio quella trasparente alla nitro, con la garza, oppure, meglio ancora, la resina e la fibre di vetro, se hai voglia di intossicarti un pò, il procedimento lo puoi fare anche per l'esterno, e carteggiare il tutto, ma devi prenderci la mano, i listelli di faggio non è che sono più rognosi degli altri, anzi, ripeto, quando tutto è incollato, anche in costola, ed inchiodato, su di uno scafo piccolo, il problema non dovrebbe sussistere, altra cosa è invece uno scafo molto grande, dove la rigidità deve essere assoluta, con una struttura interna adeguatamente rinforzata
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Re: Pitturazione Barche da regata

Messaggiodi James il sabato 15 maggio 2010, 19:25

Ciao, se proprio non puoi più accedere all' interno, potresti incollare all'esterno una calza in nylon con piccoli incollaggi nei punti necessari a far aderire ovunque la calza.
Per incollare potresti usare lo stesso stucco che userai per la finitura, epossidico o alla nitro fa uguale, dipende da come vuoi intossicarti.
Scherzi a parte, non dovresti in questo modo aumentare lo spessore più di tanto, e funzionerebbe come una calafatura.
ciao Giacomo
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Re: Pitturazione Barche da regata

Messaggiodi GozzoGe il sabato 15 maggio 2010, 22:38

Ciao, :e_sad:
purtroppo quando preparai lo scafo la prima volta,avevo già completato l'interno del pozzetto, ( che è a vista), con panchine paglioli e barra del timone,poi visto che dopo l'intervento credevo il problema risolto, ho deciso di coprire anche il ponte,ora è comparsa una micrometrica fenditura più simile ad un graffio, quindi non è troppo grave per adesso, ma temo che con l'andar del tempo.........e soprattutto dopo la pitturazione!
Conoscevo anchio la tecnica di calafatare lo scafo all'interno con garza e colla, ma mi tranquillizzò il fatto che per i gozzi non ho mai adottato questa tecnica per ovvie ragioni,i gozzi in una certa parte della lavorazione rimangono come dei gusci vuoti dopo aver levato le seste di impostazione,ed avendo essi parecchia insellatura di regola avrebbero loro dovuto muoversi e non poco,... invece nulla !
morale, il faggio è un legno piuttosto bastardo, sono convinto che se avessi usato il tiglio non avrei avuto questi problemi.
proverò con pazienza a riprendere le stuccature e darò un'altra mano di stucco spray senza usare abrasiva ad acqua e prima di verniciare definitivamente aspetterò ancora un paio di mesi per vedere che scherzo fa'
Saluti e grazie
Franco
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Re: Pitturazione Barche da regata

Messaggiodi bruno il martedì 18 maggio 2010, 10:29

Franco ha scritto
il faggio è un legno piuttosto bastardo, sono convinto che se avessi usato il tiglio non avrei avuto questi problemi.

Tanti anni fa un mio cliente che produceva cavalletti per pittori in faggio ad Abbiategrasso MI......era il mese di Marzo con un vento pazzerello mi ha fatto sentire il "CANTO" delle tavole di faggio e vedere le curvauture o innervature che subivano le tavole in fase di stagionamento.....di molti centimetri.

Il tiglio è usato anche se non sbaglio come stecche per gelati e ghiaccioli.

A presto
Bruno
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Re: Pitturazione Barche da regata

Messaggiodi tiziano il mercoledì 19 maggio 2010, 7:57

tutti i legni sono bastardi, se non stagionati a dovere, il faggio stagionato, non ha molti problemi, prima, tutte le cassettiere erano costruite col faggio massello, oppure anche le carcasse sei mobili, o tuttora le sedie, l'80 % sono di faggio ammordentato o verniciato, quindi, quello che conta è la sua stagionatura, per quanto riguarda gli stecchini dei gelati, li fanno con quello che hanno, e comunque, il faggio è usato anche per gli stecchini dei gelati

bruno ha scritto:Franco ha scritto
il faggio è un legno piuttosto bastardo, sono convinto che se avessi usato il tiglio non avrei avuto questi problemi.

Tanti anni fa un mio cliente che produceva cavalletti per pittori in faggio ad Abbiategrasso MI......era il mese di Marzo con un vento pazzerello mi ha fatto sentire il "CANTO" delle tavole di faggio e vedere le curvauture o innervature che subivano le tavole in fase di stagionamento.....di molti centimetri.

Il tiglio è usato anche se non sbaglio come stecche per gelati e ghiaccioli.

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Re: Pitturazione Barche da regata

Messaggiodi bruno il mercoledì 19 maggio 2010, 10:01

Ciao Tiziano
E tutto vero quanto dici sulle stecche dei gelati.....per esempio.....da Algida trovi stecche di Faggio......che i modellisti anzianotti come me riutilizzano in quanto hanno uno spessore interessante e bordi già stondati......ma questo è un modellismo oserei dire a giudizio di Arte povera.....ho visto dei bei lavori fatti con fiammiferi, cassette frutta, stecchini di vario genere e quant'altro......in Grecia.

Ho letto da qualche parte che il Tiglio tiene molto bene l'umidità ed era usato anche per le carene di Galee .....se non ho letto male o forse è un legno troppo debole per questo impiego.

A presto
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Re: Pitturazione Barche da regata

Messaggiodi tiziano il mercoledì 19 maggio 2010, 11:25

sull'uso dei legni, in antichità, non c'è da meravogliarsi di niente, pensa che alcune navi romane ritrovate qui a Pisa, sono state raddobbate con legno di fico, dovevano essere messi proprio male, per quanto riguarda il tiglio, non so se tiene bene l'umidità, ma, se lo hai letto, può essere, per esperienza personale, siccome di faggio ne ho usato, e lo uso, non credo che il tuo problema derivi da lì, piuttosto dalla stagionatura, ma se hai usato le stecche del gelato di faggio, probabilmente è lì, il problema

bruno ha scritto:Ciao Tiziano
E tutto vero quanto dici sulle stecche dei gelati.....per esempio.....da Algida trovi stecche di Faggio......che i modellisti anzianotti come me riutilizzano in quanto hanno uno spessore interessante e bordi già stondati......ma questo è un modellismo oserei dire a giudizio di Arte povera.....ho visto dei bei lavori fatti con fiammiferi, cassette frutta, stecchini di vario genere e quant'altro......in Grecia.

Ho letto da qualche parte che il Tiglio tiene molto bene l'umidità ed era usato anche per le carene di Galee .....se non ho letto male o forse è un legno troppo debole per questo impiego.

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Re: Pitturazione Barche da regata

Messaggiodi remat il giovedì 10 giugno 2010, 18:10

[quote="GozzoGe"]Salve a tutti, se ricordate all'inizio di questo topic accennai alla costruzione, ed al restauro di questo modello da fenditure longitudinali dovute a mio avviso all'uso di listelli di faggio,ovvero in vari punti dello scafo tra un corso e l'altro si verificarono delle spaccature, dovute chiaramente al movimento del legno del fasciame ,

GozzoGe, ciao
Se posso intervenire nella questione ti racconto come ho risolto la cosa.
Il modello navigante (ormai diventato statico) che vedi in foto, è quello del “Doride” Yacht da crociera a progetto del prof. Frixione di Genova.
La Ge di Gozzo, mi fa capire che sei di quella città, allora, se sei più vecchio di me (cosa che non credo) avrai sentito parlate del prof. Frixione….
Dopo questa premessa, ecco a noi con la cura. Avevo 20 quando ho realizzato il modello, con listelli di pioppo e vinavil (allora si chiamava Alcecol). Dopo qualche anno, qualche manifestazione di listello si vedeva. Ho risolto la cosa con due strati di tela di vetro da 45gr. e resina poliestere.
Dopo questa applicazione, ho potuto usare la carteggiatura a umido, stucco poliestere e carteggiatura in umido fino a grana 600. Ricorda che il legno è un’essenza che “respira”, se lo tappi da un lato deve “respirare” dall’altro.
Nella foto noterai un piccolo “distacco” della zavorra di piombo (1 kg) dalla carena. Anche questo dipende dalla diversa dilatazione dei due corpi assiemati. Quella parte, non era stata coperta dalla vetroresina......
Se poi, il modello è costruito “a pane e burro” , i problemi di “respiro” del legno saranno maggiori,
Coraggio, auguri e buon lavoro
Ciao
Simone



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