Io lavoro di norma nella scala 1-75 o la similare inglese 1-72 , ma anche le vele del motoveliero in 1-40
sono fatte con questo sistema.
VELE SENZA CUCITURE
Le vele dei modelli sono x definizione fuori scala e le cuciture sia x simulare i ferzi che x fare gli orli o x gli eventuali rinforzi marcano ancora di più questo problema.
Durante un a discussione fra modellisti su questo problema , alcuni anni fa , Giorgio Osculati venne fuori con l’idea di usare la matita x segnare i ferzi.
Ho rimuginato l’idea e alla prima occasione l’ ho applicata ottenendo buoni risultati che con successivi aggiustamenti dovuti all’esperienza sono diventati ottimi ed hanno riscosso l’approvazione degli amici che l’hanno utilizzata a loro volta.
Un vantaggio del metodo e non di poco conto , è quello di rendere il modellista autonomo da mogli , madri e sorelle in quanto l’uso di ago e filo è quasi trascurabile.
TECNICA
Preparare quelle che io definisco vele di carta , cioè ritagliare dal disegno tutte le vele che si ha intenzione di montare sul modello usando ovviamente delle fotocopie.
Procurarsi la tela x le vele , pelle uovo o simile io mi trovo bene con vecchi lenzuoli lavati centinaia di volte , ben stirata .
Appoggiare la vela di carta sulla tela e segnare con la matita il contorno.
Ridurre le dimensioni della vela di stoffa di 1 2 millimetri x compensare lo spessore del gratile , non farlo può costare caro una vela di 2 mm più grande che si somma ad un pennone di 2 mm più corto obbliga a prendere la dolorosa decisone : rifare la vela o il pennone ?.
Segnare all’esterno della vela ,sopra e sotto , dei riferimenti in corrispondenza dei ferzi calcando bene in modo che il segno si veda anche dalla parte opposta , unire con la matita i segni ottenendo un serie di righe parallele che simuleranno i ferzi .
Se si vuole si possono tracciare anche 2 linee parallele x rappresentare la doppia cucitura dei ferzi al vero , ma l’effetto è buono anche con un solo tratto.
Ripetere l’operazione sul lato opposto della vela.
Passare l’orlo della vela con del vinavil diluito con un po’ d’acqua usando un pennellino x circa 2 mm all’interno e quanto si vuole all’esterno e lasciare asciugare la colla. ( serve ad evitare sfilacciamenti al momento del taglio).
Ritagliare la vela con cura conservando la parte esterna ( in particolare in presenza di linnee curve ; la lunata x esempio)
Rilevare le dimensioni degli orli e con il pennellino mettere del vinavil sulla vela ( dal lato dove andranno gli orli ) e sovrapporre alla vela x la misura rilevata la parte esterna tagliata corrispondente un lato alla volta .
Asciugata la colla tagliare l’eccesso di tessuto e abbiamo i nostri orli.
Preparare un pezzo di tela imbevendolo di vinavil diluito e lasciare asciugare.
Ritagliare dallo stesso i rinforzi e incollarli alla vela secondo disegno.
X rinforzi semicircolari prendere una moneta di misura adeguata e ricavare dei cerchietti di tela da incollare agli angoli e da rifinire a colla asciutta.
Le bande di rinforzo x i terzaruoli richiedono un po’ di attenzione in quanto si tratta di strisce di tela molto sottili e quindi fragili , ritagliarle dal solito pezzo di tela vinavilato e incollarle al loro posto .
Il gratile.
A questo punto abbiamo la nostra vela con il profilo esterno formato da 2 strati di tessuto che in corrispondenza di rinforzi diventano 3 e che ci danno uno spessore piccolo ma sufficiente .
Appoggiare la vela su di una superficie refrattaria al vinavil ( vetro o anche un pezzo di tovaglia in plastica ).
Preparare un pezzo di filo corrispondente al perimetro della vela più qualche centimetro.
X la scala 1-75 il filo da cucito n 16 è perfetto.
Partendo dal centro del lato che al termine del montaggio sul modello sarà meno visibile (x le vele quadre il lato del pennone ) spennellare del vinavil non diluito sul bordo della tela appoggiare la tela al refrattario e con le dita fare aderire il filo al bordo fino al primo angolo , passare una lama sottile fra il refrattario e la vela x assicurarsi che sia staccata e fare asciugare la colla.
A questo punto ci vogliono proprio ago e filo.
Fare con l’ago un foro presso l’angolo della vela e con un filo sottile da cucito N 50 dre 3 o 4 passate attorno al gratile dal lato incollato piegare il filo lasciando l’anello di bugna e dare altri 3.o 4 giri di filo sul lato successivo spennellare di vinavil il nuovo lato e ripetere il procedimento fino a completare il perimetro della vela .
Se la bugna prevede la presenza di un anello in ferro inserirlo prima di chiuderla.
Tagliare con cura l’eccesso di filo al raggiungimento del punto di partenza.
Controllare in controluce l’incollaggio del gratile ( ci saranno dei punti dove lo stesso non si sarà incollato ) e con il pennellino aggiungere colla dove necessario.
Completare la vela con i suoi accessori : Terzaruoli (io li incollo alla vela stessa in quanto i terzaruoli che puntano in tutte le direzioni come se fossero di ferro sono quanto mai brutti da vedere)
Brancarelle annodarle al loro posto facendo attenzione a prendere nel nodo anche un pezzettino di tessuto e non solo il gratile , in caso contrario la trazione della manovra collegata alla brancarella strapperà il gratile stesso , può essere utile anche in questo caso dare un paio di giri con ago e filo.
Il procedimento è facile a condizione di saper dosare la giusta quantità di vinavil : se poco il gratile non si incollerà se troppo si incollerà la vela al refrattario e staccandola si staccherà anche il gratile.
Credo di aver realizzato con questo sistema almeno un centinaio di vele sia x me che x amici con piena soddisfazione quindi garantisco che il metodo funziona.
PROVATE
. Li confondo sempre, anzi per me a volte è come fossero la stessa persona. In ogni caso diamo a Bellabarba quello che è di Bellabarba, sperando che possa recuperare presto la salute e portare avanti il suo modello.